Erano iscritti in questa Corporazione i fabbricanti di oggetti in metallo di uso militare, sia pratico che di rappresentanza: armature, spade, ecc. A Firenze, il generico titolo di “Corazzaio” veniva utilizzato per indicare professionisti dalle svariate abilità: forgiatori, brunitori, costruttori di lamine e piastre metalliche di base, tanto quanto gliContinua a leggere…

Agli inizi del Trecento Firenze intraprese un’intensa politica di espansione verso il contado, ai danni dei signori feudali che vivevano nei territori circostanti. Al suo interno, invece, il clima politico si fece sempre più rovente; infatti, dopo l’entrata in vigore degli Ordinamenti, che avrebbero dovuto consegnare stabilmente il governo nelleContinua a leggere…

Le Arti furono contrapposte per tutto il XIII secolo alle antiche consorterie di origine aristocratico-feudale, inurbatesi già a partire dall’XI secolo e che controllavano e gestivano saldamente il funzionamento delle istituzioni politiche cittadine; troviamo così eletti alle più alte magistrature fiorentine gli esponenti delle famiglie degli Uberti, Guidi, Alberti oContinua a leggere…

Le sette corporazioni che presero il nome di Arti Maggiori, si erano costituite tra la seconda metà del XII secolo e la prima metà del XIII secolo, staccandosi progressivamente dalla corporazione “madre” di Calimala; prima nacque l’Arte del Cambio, poi quella dei Giudici e dei Notai e della Lana, finchéContinua a leggere…

Sul luogo, in via de’ Calzaiuoli a metà strada tra il duomo di Santa Maria del Fiore e Palazzo Vecchio esisteva un monastero femminile con vasti terreni ad orto, nel quale un primitivo oratorio fu sostituito intorno alla metà dell’VIII secolo dalla piccola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, chiamataContinua a leggere…

Le prostitute che si pentivano e volevano redimersi oppure erano diventate troppo vecchie e malandate, andavano a chiedere accoglienza al monastero di Santa Elisabetta o delle Convertite in via Chiara, ora via dei Serragli angolo via del Campuccio, nel popolo di San Felice in Piazza. Nel 1837 le suore siContinua a leggere…

La famiglia dei Macci era un’importante famiglia fiorentina del XIII secolo, che possedevano numerose case e torri, compresa una loggia, tra via dei Calzaiuoli e Orsanmichele, ma essendo di fede ghibellina, subirono la confisca dei beni e l’esilio dopo la battaglia di Benevento (1260), per rientrare poi in città moltoContinua a leggere…

La torre dei Mannelli è nota alla storia per non aver fatto passare il Corridoio Vasarianio; si trova in cima al Ponte Vecchio e vi si accede da via de’ Bardi a Firenze. La famiglia riuscì a opporsi fermamente e Giorgio Vasari dovette modificare il suo progetto facendo passare ilContinua a leggere…

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