Firenze, Orologio di Santa Maria del Fiore

Firenze, Orologio di Santa Maria del Fiore

L’ liturgico, dotato di un meccanismo nei vani interni della controfacciata, seguiva un movimento innanzitutto opposto agli orologi odierni, cioè antiorario, ed era diviso in spicchi che segnavano ventiquattro ore, segnate con numeri romani. Segue la cosiddetta hora italica, un giorno diviso in 24 “ore” di durata variabile a seconda delle stagioni, che comincia al suono dei vespri. Un impianto simile si trova, ad esempio, nella Torre dell’ in piazza San Marco a Venezia, risalente alla fine del .

L’Orologio di Santa Maria del Fiore è un affresco (470×470 cm) di Paolo Uccello, databile al 1443 e conservato sulla controfacciata del di .I settori, bianchi, sono disposti a raggiera attorno a un disco scuro dove ruota la lancetta dorata, e a sua volta inscritti in una quadrato dove i quattro angoli sono riempiti con teste monumentali di santi. Si tratta di quattro figure con aureola, forse evangelisti o forse profeti, che si affacciano da oculi tondi simulanti un rilievo prospetticamente organizzato, e che guardano in varie direzioni, sporgendosi. In queste figure monumentali e acutamente espressive si colgono le influenze delle solenni figure di Lorenzo Ghiberti, tormentate da un pathos derivato dall’esempio di Donatello (Profeti del Campanile di Giotto). A quest’ultimo scultore rimanda anche il forte accento plastico delle teste.

Se si trattasse di evangelisti l’identificazione col tradizionale ausilio degli animali-simbolo potrebbe essere devoluta a una caratterizzazione dei tratti fisionomici in modo da richiamare l’animale (o, nel caso di Matteo, l’angelo) simbolico.