[GIRO DELLA TOSCANA] ARTE E CULTURA SUL PERCORSO: RUDERI DI SEMIFONTE

[GIRO DELLA TOSCANA] ARTE E CULTURA SUL PERCORSO: RUDERI DI SEMIFONTE

In località Petrognano sorgono i ruderi di Semifonte. Nata come fortezza imperiale a monito dei liberi comuni che in quel periodo stavano aumentando sempre più la loro influenza, ebbe come fondatori i conti Alberti e conobbe il suo massimo sviluppo tra il 1182 e il 1202 come centro commerciale data la sua posizione lungo la via Francigena.

Al culmine della sua storia era circondata da mura per tre chilometri e l’abitato comprendeva chiese, palazzi, botteghe, magazzini e trecento focolari (famiglie). Dal punto di vista militare faceva parte di una linea di difesa imperiale comprendente anche i castelli di Fucecchio, San Miniato e il castello di Montegrossoli nel Chianti grazie ai quali l’impero controllava l’Italia centrale. Tanta potenza fece nascere il detto “Fiorenza fatti più in là che Semifonte si fa città”.

Ma Firenze non stette a guardare. Prima tentò di stroncare sul nascere la città, ma non ne fu capace. Così per vent’anni non fece altro che spendere in armamenti e corrompere le città potenzialmente amiche di Semifonte.

Questo fino al 1202 quando dopo un lungo assedio Semifonte fu conquistata. La vendetta fu terribile, non solo fu rasa al suolo ma sul suo terreno fu proibito costruire per sempre.

Della città restano nascosti dalla vegetazione alcuni ruderi quali fornaci e alcune cappelle contenenti sorgenti. Molto bella la cosiddetta Fonte del Latte .

Intorno al 1594 ,dopo notevoli insistenze, a Giovan Battista di Neri Capponi, il Granduca Ferdinando I consentì di costruire la cappella ottagonale dedicata a San Michele Arcangelo e terminata nel 1597. Progettata da Santi di Tito la cupola è un ottavo della cupola di Santa Maria del Fiore tanto che è conosciuta come Il Duomo della Val d’Elsa.

La pala destinata alla cappella, intitolata San Michele Arcangelo, San Nicola e altri santi, è di Bernardino Poccetti (1597 circa).

Le origini del nome
Il nome di Semifonte sembra derivare dal latino Summus Fons (sorgente d’acqua alla sommità di una altura), divenuto in seguito Summofonte e infine Semifonte.. Nel corso del tempo i redattori dei vari documenti riguardanti questo luogo lo hanno anche chiamato: Semifonti, Semifunti, Simifonti, Simifunti, Somofonti, Summufonte e Sumufonte. Addirittura nel documento del trattato di pace dell’aprile 1202 per 14 volte viene usata la parola Summufontesi e per 4 volte la parola Semifontesi.

Tignano
Tignano è un interessante piccolo borgo fortificato con l’interessante chiesa di San Romolo. Al suo interno un tabernacolo in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia.

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