La Storia della Toscana (Seconda parte)

La Storia della Toscana (Seconda parte)

Nel III secolo a.C. gli furono sconfitti dalla potenza militare di Roma e, dopo un primo periodo di prosperità, dovuto allo sviluppo dell’artigianato, dell’estrazione e della lavorazione del ferro, dei commerci, tutta la regione decadde economicamente, culturalmente e socialmente. I , che si insediarono presso le preesistenti località etrusche, fondarono anche nuove città come Fiesole, e Cosa, attualmente una delle meglio conservate con le mura, il foro, l’acropoli e il capitolium, sorto originariamente come Tempio di Giove, oltre ad avere una propria monetazione.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente la regione passò attraverso le dominazioni ostrogota e bizantina, prima di divenire oggetto di conquista da parte dei Longobardi (569), che la eressero a ducato con sede a Lucca (Ducato di Tuscia). Con la caduta dei Longobardi per opera di Carlo Magno, il ducato divenne contea e successivamente marchesato di Lucca (Marca di Tuscia). Nell’XI secolo il Marchesato passò agli Attoni, grandi feudatari Canossiani, che possedevano anche Modena, Reggio Emilia e Mantova. A quella famiglia apparteneva la famosa Contessa Matilde di Canossa, nel cui avvenne l’incontro fra il papa Gregorio VII e l’imperatore di Germania, . Proprio in questo periodo iniziò a svilupparsi in tutta la regione il fenomeno dell’incastellamento.

Nell’XI secolo Pisa divenne la città più potente e importante della Toscana, con l’estensione del dominio della Marinara a quasi tutta la Toscana tirrenica, alle isole dell’Arcipelago Toscano e alla Sardegna e Corsica. A sud è presente il dominio degli Aldobrandeschi, importante casata di origine longobarda, che controllava la parte meridionale delle attuali province di Livorno e , oltre all’intera provincia di Grosseto, al territorio del , fino all’Alto Lazio, entrando spesso in conflitto con il Papato, fino all’emergere della città di , che più tardi entrerà in competizione con .

Attorno al XII secolo inizia il periodo dei liberi Comuni, e Pistoia diventa il primo comune in Italia, con lo Statuto dei consoli del Comune di Pistoia. Nascono le prime forme di democrazia partecipativa e le associazioni di arti e mestieri, che fecero della Toscana un irripetibile esempio di autonomia culturale, sociale ed economica.

Tra la fioritura delle varie città toscane si vede la città di Lucca divenire un centro molto ricco e prosperoso grazie alla produzione tessile ed al commercio della seta, oltre che ad essere un importante meta nella . Fra le città della regione si impone ben presto, per motivi culturali ed economici ma anche militari, il Comune di Firenze.

TERZA PARTE

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